Con il progetto Stanford Internet Observatory, l'ex CSO di Facebook, Alex Stamos, vuole facilitare l'accesso ai dati necessari per individuare abusi, frodi e altri attacchi informatici su larga scala. Si tratta molto spesso di dati raccolti dai fornitori di connettività e servizi digitali, molto preziosi, contenenti informazioni riservate. La sfida di Stamos sta nel riuscire a raccoglierli e conservarli opportunamente anonimizzati, in modo da non precludere la riservatezza delle informazioni in essi contenute.

Approdato a Stanford dopo aver lasciato Facebook nel 2018, Stamos ha recentemente ricordato che Mark Zuckerberg detiene troppo potere (leggi, troppi dati), e che dovrebbe lasciare se vuole salvare Facebook. Dietro alla decisione di Stamos, da sempre uno dei più rispettati esperti di sicurezza al mondo, pare ci siano le controversie riguardo all'abuso di account Facebook fasulli per influenzare l'opinione pubblica, e a quanto Facebook stessa abbia fatto per contrastare questo fenomeno, culminato con lo scandalo Cambridge Analytica.

Quella dello Stanford Internet Observatory è una sfida che finora nessuno ha ancora vinto, ma che ha un immenso potenziale di innovazione. Sorvegliare sulle attività malevole senza invadere la privacy è un perenne bilancio per chiunque operi nel settore.