Anche Microsoft, così come Apple, Amazon e Google, fa ascoltare frammenti delle nostre conversazioni Skype a degli operatori, per migliorare il traduttore basato su intelligenza artificiale.

Qui ci sono due aspetti da puntualizzare per chiarire la notizia: confidenzialità delle conversazioni e, di nuovo, ruolo degli umani nell'intelligenza artificiale.

Ma le conversazioni su Skype non erano mica crittografate "end to end" (ossia, tra i due conversanti)?

Eh, sì, ma se qualcuno deve tradurre il parlato, da qualche parte dovrà pur poter accedere all'audio non cifrato della conversazione in tempo reale. Quindi significa che chi si avvale del servizio di traduzione deve essere disposto ad accettare che l'interprete (anche se è solo un programma e non un umano) possa ascoltare. Come avviene con un interprete umano: ci dobbiamo fidare.

Allora gli umani che c'entrano?

Come ho spiegato nel post su Siri (Google Assistant e Alexa), affinché un'intelligenza artificiale funzioni bene è necessario un "addestramento," che periodicamente dovrebbe essere ripetuto. Quindi, ancora una volta, non deve sorprendeci che ci siano degli umani, in questo caso dei contractor di Microsoft, che hanno fatto da interpreti per confermare la correttezza di una traduzione automatica. Quel che deve preoccupare, semmai, è il fatto che l'audio di queste conversazioni sia stato fornito, in via anonima, al giornalista di Motherboard che ha scritto l'articolo, perché questo significa che il sistema messo a disposizione degli operatori era tale da permettere loro di accedere e salvare questi dati, che chiaramente esula dalla sola funzione di traduzione cui dovrebbero attenersi.